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Ufficio

Nel 1978 l'architetto Dario Valle, su incarico di Maria Edmea Balbo Bertone di Sambuy, inizia i lavori di restauro del cinquecentesco Palazzo Scaglia di Verrua in Via Stampatori 4, insediando l'ufficio di cantiere al piano terreno dello storico palazzo. L'intervento di restauro riguarda l'intero isolato, e l'ufficio di Palazzo Verrua diventa poco a poco il punto di riferimento dell'attività dell'architetto.
Negli anni ‘90 Davide Valle, il figlio di Dario, e Stefano Cerruti, compagno alla facoltà di Architettura fondano "Bottega Studio". Nel tempo lo studio organizza e distingue le diverse specializzazioni: design, restauro, architettura e di fatto le diverse "anime" del gruppo lo portano ad operare in complessi progetti di recupero di edifici storici, nel cuore di Torino.
Nel 2003 Davide e Stefano incontrano l’arch. Giovanni Ricciuti titolare dello studio “GCArchitetti” che opera nel settore del restauro, architettura ed edilizia sociosanitaria soprattutto legata al mondo religioso ed ecclesiastico.
I tre architetti hanno la volontà di far crescere “Bottega Studio” e fondano l’attuale realtà BOTTEGASTUDIOARCHITETTI – BSA.
BSA diventa il nome ufficiale del gruppo di lavoro che caratterizza in modo marcato i propri interventi con un inusuale accostamento di recupero filologico e alta tecnologia, di materiali freddi come il metallo a finiture ossidate o il cristallo, abbinati a tracce lasciate in evidenza delle preesistenze.
Questo particolare linguaggio architettonico diventa elemento caratterizzante anche gli interventi di architettura "ex-novo" di BSA che nelle sue realizzazioni riesce a connotare gli spazi con materiali e forme che -sebbene razionali ed essenziali- sono "animati" da una sorta di memoria senza tempo, accogliente e familiare.
Il nome BOTTEGASTUDIOARCHITETTI – BSA, nato per gioco, oggi si adatta benissimo a ciò che si vuole esprimere attraverso il lavoro svolto: un insieme di competenze e di caratteri diversi fra loro, con un tratto 'artigianale' che genera dettagli volutamente imperfetti, frutto di un pensiero e di un percorso ben precisi.

"Non ci riconosciamo affatto nel minimalismo europeo bianco, nero, rigido...Piuttosto ci sentiamo più vicini allo stile di Tadao Ando, anche se in alcuni casi può sembrare un po' troppo freddo. Si potrebbe dire -se non sembrasse forse un po' altisonante- che è la ..spiritualità a guidare la nostra ricerca.
La spiritualità degli spazi che tornano a vivere dal passato ritrovando respiro e bellezza... Il silenzio e la pulizia distillati dalle nuove tecnologie"
Stiamo lavorando su un modulo costruttivo che ci permetta di dare forma a elementi vegetali, facendone divisioni verdi e vive all'interno come all'esterno delle abitazioni. Si potrebbe parlare di un'evoluzione del nostro modo di progettare... Oggi ci piace pensare di dare forma razionale a qualcosa di vivo... Quando recuperiamo edifici storici il procedimento è inverso..